Da Rembrandt a Vermeer

DA REMBRANDT A VERMEER, UNA MOSTRA PER CONOSCERE ED AMMIRARE LA PITTURA FIAMMINGA

Una mostra importante “Da Rembrandt a Vermeer” ovvero Valori civili nella pittura fiamminga e olandese del ‘600 – presentata dalla Fondazione Roma Museo in via del Corso 320 fino al 15 febbraio -, che però rischia di deludere chi si aspetta di vedere diversi capolavori dei celebri artisti, perché in realtà di Jan Vermeer (von Delft) c’è soltanto il capolavoro “Ragazza col filo di perle” ‑ ma ha prodotto solo 36 opere -, noto per la luminosità e la limpidezza della sua pittura, e di Rembrandt (Harmensz van Rijn) due capolavori come “Giovane donna alla porta” (Hendrickje Stoffels?) e “Il cambiavalute”.

  Certo, ci sono anche Pieter Paul Rubens (la sorprendente miniatura “Paesaggio con l’impiccato”, un esempio di rara bellezza di pittura paesaggistica dall’atmosfera inquietante) e Anton van Dyck (gli splendidi “Tommaso di Carignano Principe di Savoia” e “Ritratto di gentildonna genovese”), discepolo preferito dell’artista e pittore amato e ricercato dalle grandi famiglie notabili di tutta Europa per la sua altissima abilità di ritrattista.

   Ma l’esposizione, rappresentativa dell’arte fiamminga ed olandese, vuole soprattutto indagare sullo sviluppo del genere degli interni domestici dedicati all’intimità familiare, testimonianza del rinnovato contesto sociale e dei valori civili dell’Olanda del Seicento. In questo senso non mancano, infatti, gli ambienti più diversi, dalla cucina (bellissima e insolita la miniatura “La cucina”, appunto, di Willem Kalf) all’osteria, dal salone al posto di lavoro.

E, per chi non è mai stato a Berlino, è questa l’occasione di vedere per la prima volta in Italia una ricca selezione di opere appartenenti alla più importante collezione al mondo di dipinti fiamminghi e olandesi del XVII secolo, quella della Gemäldegalerie.

  Attraverso le 55 opere esposte i visitatori avranno l’opportunità di conoscere l’arte e la cultura delle Fiandre e dell’Olanda durante il loro “Secolo d’Oro”. La mostra, infatti, evidenzia l’alto grado di sviluppo raggiunto dalla cultura pittorica dell’arte olandese in un periodo storico caratterizzato da cambiamenti significativi a livello culturale, politico, economico e religioso. Allo stesso tempo chiarisce quanto radicate e profonde fossero, negli stessi anni, le differenze tra l’Italia e i Paesi Bassi nell’estetica e nella realtà sociale, pur esistendo dei parallelismi dovuti all’influenza che l’arte italiana ebbe in artisti come Rubens o Van Dyck.

  Il percorso, inoltre, offre la possibilità di conoscere e ammirare opere di autori, rimasti anonimi alla maggioranza perché eclissati dai maestri, come lo sconosciuto (quasi fotografico) “La madre di Rembrandt” di Gérard Dou; il luminoso “Ritratto di coppia” di Wallerand Vaillant; la “Vecchia che sbuccia una mela” di Nicolaes Maes che ricorda lo stesso Vermeer; “L’uomo con l’elmo d’oro”, considerato a lungo la quintessenza dell’arte ritrattistica di Rembrandt, una sorta di equivalente della Gioconda, poi attribuito a un anonimo pittore della sua cerchia; “La sacra famiglia” di Aert de Gelder, mirabile esempio della trasposizione di temi sacri nell’arte olandese; “Ragazzo che canta, con flauto” di Frans Hals, vivace ritratto di un garzone che ha appena smesso di suonare, sorpreso da qualcosa che resta enigmatico per lo spettatore; “L’ammonimento paterno” di Gerard ter Borch, esempio di grande calibro della pittura di genere olandese; “La Madre” e “La pesatrice d’oro”, mirabili tele di Pieter de Hooch, insieme a Vermeer il più rappresentativo artista di interni; oppure il caravaggesco “Esaù vende il diritto di primogenitura” di Hendrick ter Brugghen, che riporta la scena della Genesi ad una disarmante quotidianità. E, ancora, tanti altri.

  L’esposizione è a cura di Bernd Lindemann, direttore della Gemäldegalerie, ed è realizzata con la collaborazione di MondoMostre. Il catalogo è a cura di Federico Motta Editore.

José de Arcangelo

Orari

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00. Lunedì chiuso. L’entrata è consentita fino alle ore 19.15.

Biglietti

Intero euro 9.00; ridotto euro 7.00; scuole euro 4.00. Bambini fino a 6 anni gratuito.

Il biglietto ridotto è valido per giovani fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, gruppi e scuole con prenotazione obbligatoria (minimo 5 – massimo 25 persone), convenzioni (Fai, Touring Club, Adsi, Archeoclub, E.N.E.A.), forze dell’ordine e militari con tessera di riconoscimento, studenti universitari con libretto e docenti delle Facoltà con indirizzo Storia dell’Arte, Dipendenti Ministero per i Beni e le Attività Culturali.