Giuseppe Modica

GIUSEPPE MODICA:
ROMA ALLO SPECCHIO

  Si chiude domenica 14 dicembre la mostra del pittore Giuseppe Modica “Roma e la città riflessa”, curata da Claudio Strinati, Soprintendente per il Polo museale della città di Roma del Ministero per i Beni e le Attività culturali, nelle sale del Palazzo di Venezia, Appartamento Barbo.

  La manifestazione – con il patrocinio del Senato della Repubblica, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e della Fondazione Leonardo Sciascia – ha l’intenzione di far conoscere al cosiddetto ‘grande pubblico’ un artista affermato, elitario e navigatore solitario che – come afferma Janus – è autore “di una pittura di straordinaria qualità, unica nel panorama dell’arte italiana” e che, secondo M. Fagiolo, “occupa un posto di primo piano nella cultura pittorica contemporanea”.

  Dopo le retrospettive del 2004 al Complesso del Vittoriano di Roma, alla Galleria Civica di Arezzo, al Loggiato di San Bartolomeo di Palermo nel 2005 e alla Galleria Civica di Marsala nel 2007, Modica torna ad esporre a Roma, nel Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, con un gruppo di circa 40 opere, inedite e relativamente recenti, in cui il tema dominante e conduttore è la città riflessa.

  “Roma, a tratti riconoscibile nella sua fisionomia iconografica – si legge nella presentazione -, viene restituita in misteriose e stupefatte apparizioni visionarie, nelle quali la scansione ritmica e la rifrazione dei dati del reale e della memoria contribuiscono a creare una sottile ma essenziale elaborazione del linguaggio”.

  Finestre, vetri e acqua la riflettono e la raddoppiano, è come vederla attraverso uno specchio – sui toni di un azzurro celestiale –, anzi un caleidoscopio che ce la restituisce suggestiva e accattivante anche nella sua periferia, nel bene e nel male, nell’amore e nell’odio, nel tempo – sospeso – e nello spazio infinito, perché vista spesso dall’alto, dai/sui tetti, e talvolta ad altezza d’uomo.

Il lavoro pittorico di Modica è da lunghi anni costituito da una lenta e complessa stratificazione di pensiero ed emozione che incarna, sia nel senso proprio che figurato, il tema della “riflessione”: una sorta di filosofia labirintica che inganna e disorienta lo sguardo per restituirci una identità essenziale del “vedere”, misteriosamente lirica ed evocativa.

  “Lo specchio, ancora una volta protagonista della pittura di Modica – scrive Guido Giuffrè – accentra ed esalta lo smarrimento che nasce dall’incontro di oggettività e memoria, flagranza di oggetti ed eco di vite trascorse – nell’incrociarsi di prospettive rovesciate, nel rincorrersi logorante della realtà e del suo simulacro…Oggi negli stessi vetri si riflettono (o direttamente si offrono allo sguardo pensoso) i monumenti romani, gli archi, le vestigia di una storia che l’artista affronta senza retorica passatista ma piuttosto nello stupore e nella densità che da sempre sono anima della sua pittura. E ben di più dei monumenti, sempre peraltro immersi nell’articolato contesto della città, conta appunto quello stupore: muto sgomento di chi, sulle cose, sugli spazi, nell’inseguirsi delle luci e delle ombre s’interroga sul senso e sul perché del tempo e della vita”.

  “Modica – afferma infine Strinati sulle pagine del catalogo – è un artista che procede in costante sviluppo, con esemplare coerenza e continuità, sul filo di un tema visivo che è sempre lo stesso ma si moltiplica e si scompone in una miriade di idee nuove per cui la sua pittura assomiglia, se vista tutta insieme, a un poliedro il cui numero di facce è talmente elevato da richiedere continui spostamenti dell’ attenzione per riuscire a cogliere tutte le mutazioni della superficie che, tuttavia, resta unitaria pur nei diversi punti di vista. Le opere recenti che appaiono in questa mostra sono una conferma di tale tesi e consentono una conoscenza e un apprezzamento ulteriore del suo lavoro, veramente rimarchevole”.

  La mostra è organizzata da Cinzia Chiari, presidente dell’Associazione culturale L’Arte, con il coordinamento scientifico di Alberto Agazzani e Carla Cerati. Il catalogo edito da Giunti si avvale dei testi di Claudio Strinati, Guido Giuffrè e di una conversazione con l’artista di Alberto Agazzani. Grazie al contributo di UniCredit Group. L’ingresso alla mostra è gratuito. Orario: da martedì a domenica dalle ore 8.30 alle 19.30.

José de Arcangelo