Un viaggio tra mito e realtà

UN VIAGGIO TRA MITO E REALTA’ NELLA COLLETTIVA “SOGNI”

  Il sogno, con tutta la sua carica di magica poesia, sullo sfondo di mondi ora suggestivi ora inquietanti, ma anche come “viaggio” ai confini tra realtà e fantasia, tra favola e mito, tra storia e leggenda, è il filo conduttore della mostra in programma – dal 28 maggio al 13 luglio 2008 -, presso la Galleria Chiari, in via Santa Maria del Pianto 56 a Roma, dal titolo “Sogni”, appunto.

  Una collettiva che ha come protagonisti quattro figli d’arte: Giovanni ed Elena Tommasi Ferroni, figli di Riccardo Tommasi Ferroni; Maya Kokocinski, figlia di Alessandro Kokocinski; Adriano Pompa, figlio di Gaetano Pompa.

  Tutti però con una ventina di anni di prolifica e brillante carriera alle spalle e ognuno dotato da uno stile personalissimo, ma accomunati da una ricerca espressiva che, senza dimenticare il grande passato dei classici, fonde sogno e realtà, psicologia e sentimenti.

  Il sogno è quindi il comune denominatore di oltre una ventina di opere esposte, in un percorso che diventa una sorta di “interpretazione dei sogni in chiave magico – visionaria”.

  “I nostri magnifici quattro – sostiene il curatore dell’esposizione e del catalogo, il critico Alberto Agazzani – hanno ben capito che il sogno non ha tempo e non ha dimensioni. Basterebbe questo a giustificare la loro scelta di continuare a sognare, ciascuno a suo modo, inseguiti dai loro stessi genitori e in un esercizio pittorico apparentemente tanto lontano da noi.”

  Analogie e differenze si colgono nei dipinti dei due fratelli Tommasi Ferroni: ai vortici battaglieri di stampo borrominiano di Giovanni – dalla maestosità di “Ruggiero libera Angelica” e “La rivolta dei pupi” al ‘ritratto’ di “Bradamante” -, risponde il silenzio composto delle scene favolose e fiabesche predilette e create da Elena, come le coloratissime rappresentazioni ispirate alla celeberrima Cenerentola, anch’essa senza tempo e vigilata da una miriade di sguardi invisibili.

  Nelle opere di Maya Kokocinski, “la potente lezione del padre Alessandro, pittore dall’impressionante forza visionaria, si stempera in una pittura più lirica e sfumata ma sempre fedele al contrasto tra luce e ombra e al piacere di un’invenzione surreale carica di sogno e di malinconia, di passione e di mistero”.

  Impossibile sfuggire allo sguardo (unico e intenso) dei suoi splendidi, mitici, personaggi, nei suoi travolgenti ritratti di ieri, di oggi e di sempre. Una galleria di donne che nei loro occhi contengono tutta la storia del mondo e dell’uomo. Dalla “Dama dei cavalli alati” alla “Donna con ippocampi”.

  Misteriose e fantastiche atmosfere medievali, tra draghi, santi e strane figure volanti di stampo futurista, sono invece rievocate nei dipinti ad olio, con l’aggiunta anche di oro zecchino, firmate da Adriano Pompa: “uno tra i più schivi e isolati artisti contemporanei e per questo libero di dar sfogo ad una visionarietà pura e dirompente con una cura maniacale per il dettaglio”.

  “Gli artisti – spiega la gallerista ed esperta d’arte contemporanea Cinzia Chiari- sono tra loro amici di avventure nel mondo, di mostre in Cina, in Mongolia, in Olanda e amano esporre le loro opere insieme, creando un’atmosfera da sogno, magica e suggestiva e animata da talenti diversi legati da profonde affinità”.

  “Sognare – scrive nel catalogo Agazzani -, così  come sostanzialmente ‘fare arte’, è una prerogativa tutta e sola dell’uomo. O meglio: è sola dell’uomo la possibilità di investigare i sogni; una materia che, come vedremo, praticamente non esiste. Ma prima d’addentrarci nel mondo di Hypnos e Thanatos è necessario porci una domanda: che cos’è un sogno? A questo quesito corrisponde una pletora di risposte difficilmente indagabile nella sua molteplicità. Un buon punto di partenza mi para quello di Charles Fisher che nel suo ‘The Faber Book of Aphorism’ scrive: ‘Ogni notte della nostra vita i sogni ci offrono la possibilità d’impazzire in maniera tranquilla e beata’. Praticamente il sogno rappresenta per ogni essere umano la possibilità di trasgredire dalle condizione costrittive della vita quotidiana e ragionevole”.

  Quindi, il suggestivo viaggio dei questi quattro artisti, non solo ci porta in una dimensione onirica particolare, ma ci spinge a sognare e ad indagare nei meandri dei nostri sogni e incubi quotidiani.

 José de Arcangelo

 

Galleria Chiari: via Santa Maria del Pianto, 56 – 00186 Roma

Orario mostra: dal lunedì al sabato ore 15.00-20.00, la mattina su appuntamento – Ingresso libero –

Tel. 0668139454; info@galleriachiari.com  e www.galleriachiari.com