Federico Cesi

Federico Cesi

  Federico Cesi nasce a Roma, nel palazzo di via della Maschera d’Oro, il 26 febbraio 1585 da Federico e da Olimpia Orsini di Todi. Primogenito di undici figli, viene battezzato il 13 marzo 1585 nella chiesa di San Simeone, adiacente al palazzo. La famiglia proveniva dal comune di Cesi, fra Terni e Acquasparta, da cui si era trasferita a Roma nel XV secolo, facendo rapidamente fortuna con uffici curiali e prelatizi e fortunati matrimoni.

  Sull’infanzia e l’adolescenza di Federico non si hanno che poche notizie: la madre è una donna raffinata capace di esercitare molta influenza sull’educazione del figlio, per il resto affidata a precettori privati, tra i quali vanno ricordati Francesco Stelluti, che lo istruì nella geografia, e Johannes van Heeck, che ne curò la formazione filosofica. I due maestri, con Anastasio de Filiis, costituiranno con il principe il primo nucleo del sodalizio linceo nel 1603. A questa sua ‘creatura’ Federico dedicò tutta la vita e le risorse economiche, tanto che la sua biografia coincide praticamente con la storia dell’Accademia, di cui fu riconosciuto principe con il nome di Celivago. La definizione dello statuto linceo lo occupò costantemente; nel 1624 le Praescriptiones Linceae vennero pubblicate a Terni, ma le norme costitutive del Linceografo furono rielaborate con pazienza fino alla morte. Durante il suo soggiorno a Napoli negli anni successivi alla fondazione dell’Accademia e all’inasprirsi dell’opposizione paterna, Cesi conobbe Della Porta e Fernando Imperato con i quali diede vita a un nuovo Liceo nella città partenopea. Rientrato a Roma, nel 1611 il principe associò all’Accademia Galilei del quale diede alle stampe nel 1613 la Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari e nel 1623 il Saggiatore.

   Nel 1614 Federico sposò Artemisia Colonna, figlia di Francesco, principe di Palestrina, e di Ersilia Sforza, ma la giovane morì nel 1616. Nello stesso anno Federico sposò in seconde nozze Isabella Salviati, figlia di Lorenzo, marchese di Giuliano, e di Maddalena Strozzi. Il 1623 e il 1626 sono anni segnati dalla morte, dopo pochi giorni di vita, dei due figli maschi. Delle due figlie femmine nate da Isabella Salviati, una si dedica alla vita religiosa mentre l’altra sposa in prime nozze il marchese Ludovico Lante e, in seconde nozze, Paolo Sforza marchese di Proceno.

  Nel 1617 il principe comincia a lavorare al progetto delle Tabulae Phytosophicae, prima parte di un’opera enciclopedica – il Theatrum totius naturae che Cesi interruppe ripetutamente per gli impegni legati all’Accademia. Nel 1630 furono stampate 13 tavole, altre 7 tra il ’49 e il ’51 a cura di Stelluti.

   Tra il 1618 e il 1624 Cesi soggiornò ad Acquasparta. La sua attività di promotore culturale si concentrò negli ultimi anni della sua vita sulla pubblicazione del Tesoro Messicano di Francisco Hernandez, opera sulla flora e la fauna del Paese centroamericano corredata da numerose illustrazioni di pregio. Cesi non riuscì a vederne completata la pubblicazione – rallentata per le difficoltà tipografiche dovute soprattutto all’apparato iconografico – compiutasi nel 1651.

   Federico morì di febbri acute nel palazzo di Acquasparta il 1° agosto 1630 a soli 45 anni. Gli eredi vendettero la biblioteca, il museo naturale e l’orto botanico; l’Accademia, così come organizzata nel suo primo e fecondo periodo, non gli sopravvisse.

Delfina Giovannozzi