Non tutti sanno che…

NON TUTTI SANNO CHE…

  anche le Camelie profumano. Questa forse in fatto di Camelie è una delle maggiori novità degli ultimi anni. Non parlo del leggero profumo delle camelie sasanqua, per le quali tale caratteristica era nota sicuramente già in precedenza. Parlo invece di camelie intensamente profumate, tanto da non poter trattenere lo stupore passandoci vicino.

  Per gli appassionati cameliofili, è sempre stato un po’ fastidioso sentirsi dire “la Camelia sì è bella, peccato che non profumi”. Sarà forse questo desiderio di rivalsa che ha spinto gli ibridatori, negli ultimi vent’anni, a creare un gran numero di ibridi a fiore profumato. Ciò è stato possibile in quanto, contrariamente a quanto si pensi, vi sono in natura un abbondante numero di specie botaniche di Camelia che possiedono tale caratteristica, ma che sono decisamente poco conosciute. Alcune di queste sono la C. fraterna, la C. kissii, la C. lutchuensis, la C. oleifera, la C. tsaii e la C. yuhsienensis. Le varietà nate da tali ibridazioni mantengono nella maggior parte dei casi le caratteristiche delle specie di partenza e dunque foglie piccole e fiori piccoli. Rientrano infatti nel gruppo delle cosiddette C. miniatura, un’insieme di ibridi appunto nati dall’incrocio di specie a foglia piccola. Il nome di tale gruppo non deve comunque trarre in inganno; pur essendo definite C. miniatura esse crescono spesso in maniera piuttosto rapida ed in alcuni casi tendono a diventare decisamente alte. Il risultato finale è il più delle volte una pianta dal portamento piuttosto morbido e flessuoso, con fioriture molto abbondanti fatte di un gran numero di piccoli, a volte piccolissimi, fiori che si distribuiscono lungo tutto il ramo e non solo sugli apici. Un qualcosa di così diverso dalle più conosciute e diffuse C. japoniche da non porsi neanche in concorrenza con le stesse e che va, invece, ad integrare le possibilità di utilizzo delle Camelie all’interno di qualsivoglia ambientazione paesaggistica. In tutte quelle posizioni in cui la camelia japonica risulterebbe troppo rigida ed austera, una camelia miniatura leggera e un po’ ricadente darebbe all’insieme un aspetto più naturale. Se a tutto ciò aggiungiamo poi anche i fiori profumati, il gioco è fatto!

  Effettivamente le possibilità di utilizzo di queste miniatura profumate sono molteplici. Ve ne sono alcune con un portamento sempre morbido ma piuttosto colonnare (C. ibr. Cinnamon Cindy, C. ibr. Fragrant Joy, C. ibr. Nymph), altre che tendono ad allargarsi più marcatamente (C. ibr. Ariel Song, C. ibr. Fairy Blush, C. ibr. Scented Gem, C. ibr. Spring Mist), altre ancora con una crescita molto ricadente in alcuni casi quasi tappezzante (C. ibr. Sweet Emily Kate, C. ibr. Quintessence). In alcuni casi, da noi già sperimentati con notevole successo, la flessibilità dei rami permette di far crescere tali piante a spalliera legandole e guidandole su di un grigliato (Ariel Song, Cinnamon Cindy). Potremmo quindi dire, una camelia per ogni immaginabile utilizzo. Possibilità che fino a qualche anno fa, quando ancora non si conoscevano le C. miniatura, profumate e non, non erano assolutamente realizzabili.

  Sempre in tema di Camelie profumate, un discorso a parte merita la C. ibrido High Fragrance. Pianta rusticissima, dalla vegetazione piuttosto coriacea e di straordinario vigore, è sicuramente la Camelia più profumata in assoluto. La sua particolarità, nei confronti delle altre profumate, sta proprio nella sua maggiore somiglianza con la camelia japonica, sia per la vegetazione sia per la dimensione del fiore. High Fragrance proviene da più ibridazioni, ma alla base di partenza vi è una japonica (Mrs. Berta A. Harms) che ha lasciato, a livello genetico, una notevole impronta. Non sarà che attraverso questo stupendo ibrido, High Fragrance appunto, il più profumato, la camelia japonica abbia voluto riprendersi o riconfermare il suo primato? La sensazione è che sia proprio così.

Dott. Enrico Scianca